CASERTA – “Il football si gioca negli stadi e nelle aree attrezzate per lo sport. In un museo si va per godere l’arte e divertirsi imparando la storia e la cultura di un luogo. Non sono graditi e non saranno ammessi nella Reggia coloro che pensano di usarla come uno spazio per la scampagnata fuori porta. Chi ha questi obiettivi scelga sempre una diversa destinazione”. Si chiudeva con questa esortazione un appello pubblicato sulla pagina ufficiale della Reggia di Caserta su Facebook. Un invito formulato alla vigilia del giovedì in Albis, da alcuni anni contrassegnato da veri e proprie assalti di orde di adolescenti al parco del monumento in concomitanza con la cosiddetta “Pasquetta dei marcianisani”.

Il rito, va detto, accomuna giovanissimi di più centri dell’hinterland del capoluogo e provenienti anche dall’Atellano oltre che dalla zona di Napoli Nord. Il giovedì dopo Pasqua è diventata usanza marinare la scuola e occupare il prato del parco del monumento per dar luogo – è accaduto spesso in passato – a momenti di svago e di aggregazione. Solo che una folla incontrollata di ragazzi, che rincorrono palloni e danno luogo a scampagnate, è stata spesso motivo di danni e conseguenti polemiche. Al punto che alcuni anni fa l’allora soprintendente Paola Raffaella David assunse la decisione di chiudere la Reggia in questo giorno.

Il direttore Mauro Felicori, che invece l’ha riaperta lunedì in Albis dopo 25 anni di chiusure, ottenendo un successo enorme per aver visto i visitatori collaborare per la salvaguardia del sito, ha invece voluto confermare la tradizione delle aperture pur manifestando una qualche preoccupazione. “Sarebbe meglio che i dirigenti scolastici non concedessero le assemblee ai ragazzi” si era lasciato sfuggire nei giorni scorsi. Al prefetto Arturo De Felice il dg della Reggia ha chiesto di mantenere – se possibile – lo stesso dispositivo di sorveglianza andato in scena a Pasquetta. Il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, ha annunciato la sua presenza.

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