CASERTA – Ad aprire la stagione di eventi del Club Etnie (piazza Umberto I°, Marcianise, ore 20.30) è questa sera Roberto Solofria, instancabile e originale animatore di Teatro Civico 14 di Caserta, che presenta un monologo: Il Macero.
La storia ruota intorno ad un ragazzo, alla sua terra e alle esperienze che questa lo costringe a vivere. Un cambio di ‘programma’ di vita. La scelta di essere in-differente (che è il titolo della rassegna di quest’anno). Parlare. Abbattere il muro del silenzio. Comunicare il disagio di gente che non ci sta a certi meccanismi. L’allontanamento fisico e morale dalla sua terra. Quella terra che un tempo era ‘Terra di Lavoro’ ed oggi – scrivono gli organizzatori dell’evento – è terra di macerie.
“Ho buttato via i vestiti che ancora puzzavano di quella puzza orribile di sangue congelato, mi sono fatto portare alla stazione e mi sono detto, con rabbia, che non tornerò mai più al mio paese”. Storia ambientata nell’agro Aversano, tratta dal romanzo «Sandokan – storia di camorra» del poeta e romanziere milanese Nanni Balestrini. Più che indugiare sulla storia del noto camorrista, Solofria fa parlare il personaggio Uomo, il giovane. La narrazione dei fatti storici è accennata in maniera ‘trasversale’, è ai margini, necessaria esclusivamente per rendere il suo monologo lucido ed efficace.
Stessa terra, altra storia, con un unico denominatore. Durante la serata Antonio Trillicoso, scrittore e giornalista napoletano, presenterà il suo ultimo libro “Io Casalese”.
“Io Casalese” è la storia di un ragazzo di Casal di Principe che racconta la terra dei clan – Diana Edizioni (con presentazione di Paolo Chiariello di SKY TG24). In questo libro il protagonista è un ragazzo di sedici anni che comincia a farsi le grandi domande della vita e non accetta di vivere in una città assediata che rifiuta, e vive come un fardello il binomio casalesi-delinquenti. Viene fuori dal libro la voglia di avere una vita normale perchè la maggior parte dei casalesi e degli abitanti dei paesi vicini sono persone oneste che hanno sogni e progetti ma sono costretti a vivere una vita difficile. Definito dalla stampa ‘l’altra faccia di GOMORRA, questo libro vuole essere l’altra faccia dei Casalesi’. Parlano gli uomini, il loro dolore, la loro rabbia. (04.11.11)

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