Non passa giorno che la stampa non ci rendiconti sulle vicende che riguardano i risvolti della crisi finanziaria della Provincia. Svelando, anche, l’apertura di inchieste della magistratura sui motivi che hanno portato alla mancata o parziale erogazione di servizi essenziali quali la manutenzione e l’ammodernamento di strade e scuole. Dunque, ora l’attenzione è massima e non poteva essere diversamente dopo che l’emergenza deflagrata nelle ultime settimane ha fatto il giro d’Italia umiliando ulteriormente un territorio che di altra pubblicità negativa proprio non aveva bisogno.

Una volta spenta la eco dell’emergenza scuole (ma non crediamo ci voglia poco tempo), messi alle spalle le emergenze strutturali (anche per questo vale il discorso poco più sopra) e i balletti di questi giorni – “chiudo le scuole”, “non le chiudo più” -, fatta un po’ di luce sul futuro più immediato (il prossimo anno scolastico inizierà regolarmente per le superiori? il dubbio è legittimo), resterà sul campo il lavoro dei sostituti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che dopo aver aperto un fascicolo per il momento senza indagati al capitolo della mancata manutenzione delle scuole ora indaga anche sul (pessimo) stato delle strade provinciali.

Quel che si vuol capire e conoscere è come sia stato possibile, in questi anni, non riuscire a mettere in campo un programma credibile di interventi per salvaguardarle da usura e degrado. Non è cosa da poco visto il dramma in cui è precipitato il territorio.

Le argomentazioni politiche e tecniche date in pasto all’opinione pubblica nelle ultime settimane sulle cause dello sfacelo di un ente che non riesce nemmeno più a fronteggiare il pagamento dello stipendio ai suoi dipendenti, lasciando oltretutto che prestino servizio in ambienti non sanificati e per questo insalubri per la mancanzadi pulizie, importano relativamente all’autorità giudiziaria. Il lavoro dei pm tende piuttosto ad addentrarsi nelle cause di tutto questo. E’ il loro mestiere. E l’impressione che se ne trae è che tra l’azione della parte politica, che negli anni ha avuto la responsabilità di scelte e gestione, e quella della parte tecnica – i dirigenti hanno un peso enorme -, di cose strane ne sono accadute e forse verranno a galla. Perché al di là della presa d’atto che la Provincia, come ente, ha forse versato più del dovuto in questi ultimi tre anni allo Stato per effetto di una Finanziaria del 2014 che ha chiesto agli enti locali lacrime e sangue e che su Caserta ha visto applicati parametri assurdi, facendoci apparire come uno dei posti più ricchi d’Italia, forse davvero qualcosa non è andata per il verso giusto. E sottolineamo forse. Perché ci piace porci di fronte ai problemi come uomini della strada, che umilmente chiedono solo di capire. Non unirci al coro di chi condanna prima ancora di processare. Ma una spiegazione, a noi cittadini-contribuenti, sui motivi per i quali la situazione è precipitata fino a questo punto qualcuno la dovrà pur dare.

Il Casertano

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